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Ilva: lettera aperta per non dimenticare i lavoratori dell’indotto del siderurgico di Taranto


Ilva: lettera aperta per non dimenticare i lavoratori dell’indotto del siderurgico di Taranto

FELSA | FILCA | FISASCAT | FIT | -

Filcams Cgil, Fillea Cgil, Filt Cgil, Nidil Cgil, Fisascat Cisl, Filca Cisl, Cisl Reti, Felsa Cisl, UilTucs Uil Trasporti hanno inviato una lettera alle istituzioni competenti sul caso Ilva: di seguito il testo. “Le scriventi Organizzazioni Sindacali, In virtù di uno dei principi cardine su cui la nostra costituzione è fondata, quello del diritto al lavoro uguale per tutti, oggi, lanciano l'allarme, ancor più preoccupate di ieri, a tutti i soggetti interessati alla vicenda Ilva, sulla delicatissima situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’indotto Ilva. Le scriventi prendono atto che in uno stato democratico, i più deboli, senza tutele, senza ammortizzatori sociali, non dovrebbero essere lasciati al loro destino, abbandonati colpevolmente a quelle che saranno le future logiche del mercato, dei cambi appalto o assegnazioni di commesse al massimo ribasso, che nelle migliori delle ipotesi comporteranno forti riduzioni orarie e reddituali e delle tutele normative, o, come si prospetta, la fuoriuscita dal mercato del lavoro Ilva. Noi non ci arrendiamo, per il bene delle migliaia di lavoratori, proponiamo la vera coesione tra tutti i lavoratori e lavoratrici del mondo Ilva”. Questo denunciavamo il 10 luglio 2017 con il lutto al braccio, oggi il silenzio e le incertezze per tutti rimangono! Ecco chi sono: 7603 lavoratori e lavoratrici dell'indotto dipendenti di circa 346 aziende, autorizzati tutte le mattine, pomeriggi e notti a presentarsi presso la portineria Imprese (sulla strada provinciale per Statte) per iniziare la loro avventura nello stabilimento. Addetti alle pulizie civili, pulizie industriali, manutentori, edili, carpentieri, autisti, addetti mensa, cuochi, elettricisti. Con contratti part time, interinali, a tempo determinato o indeterminato. Con la propria tuta già addosso perchè senza spogliatoi o col panino nella tasca della giacca perchè senza diritto al pasto. Vi siete mai domandati il colore delle loro tute? Arancione. Vi siete mai domandati dove lavorano? Ovunque e in qualunque circostanza. Vi siete mai domandati se hanno ammortizzatori sociali? No. Vi siete mai domandati dove accadono maggiormente gli infortuni anche mortali? Naturalmente nei loro settori dell'Indotto. Ecco chi sono: persone di categoria inferiore (B). Oggi le Istituzioni garantiscono che nessun lavoratore perderà un posto di lavoro, ma non parlano e garantiscono per i lavoratori e le lavoratrici dell'indotto, mentre le scriventi organizzazioni sindacali che rappresentano queste persone ribadiscono che una discussione di un piano industriale serio non possa prescindere da prendere in considerazione queste unità, di come saranno utilizzate e, a seguito del confronto tra organizzazioni sindacali e Am InvestCo convocato presso il Mise il 09 ottobre, valuteranno attraverso assemblee con i lavoratori le iniziative da mettere in campo per rivendicare le adeguate garanzie a salvaguardia dell'occupazione dell’indotto Ilva. In segno di protesta, vista la scomparsa del diritto al lavoro uguale per tutti, i lavoratori dell’indotto continueranno a lavorare nel silenzio, uniti come sempre, perché vogliono continuare ad aver fiducia nelle istituzioni e in chi li rappresenta ma, continueranno a vigilare, col nostro supporto, perché il lavoro non ha prezzo.

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