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Pensioni: Passo dopo Passo per cambiare l’Italia. Domani assemblea a Tito (Potenza) alle 10 presso il Centro Cecilia

Nota di Buonavita, Fumarola, Gambardella, Segretari generali delle Cisl Campania, Puglia, Basilicata


Pensioni: Passo dopo Passo per cambiare l’Italia. Domani assemblea a Tito (Potenza) alle 10 presso il Centro Cecilia

CISL PUGLIA | -

La Cisl manifesta non per protestare, né per marcare la sua radicata identità riformista, ma per rivendicare i risultati di un lungo e faticoso lavoro negoziale con il Governo sul tema della previdenza e per aggiornare l’agenda di un impegno sindacale che certamente non si esaurisce con la recente intesa sulle pensioni, tali e tante sono le emergenze che ancora aspettano una risposta, mentre la politica appare sempre più incapace di cogliere il senso di inquietudine che attraversa la società italiana, ancora alle prese con la coda lunga della crisi economica. Oggi vogliamo testimoniare che in questo Paese c'è ancora chi riesce ad essere coerente e responsabile, chi non cede alla tentazione della facile contestazione, chi non vuole parlare alla pancia delle persone ma alla testa e all’intelligenza dei lavoratori. L’accordo sulla previdenza, frutto di un lavoro durato oltre un anno e mezzo, è lì a dimostrare che il movimento sindacale è vivo e che i corpi sociali intermedi sono ancora importanti per tenere insieme una comunità e arginare la febbre populista che sembra aver contagiato tutto l’arco parlamentare a giudicare dai toni di quella che si annuncia come la più surreale campagna elettorale della storia italiana. È viva la Cisl della Campania, della Basilicata e della Puglia, del cuore di un Mezzogiorno che vuole camminare sulle sue gambe per superare le contraddizioni che ancora ne frenano il riscatto economico, sociale e civile. È terra difficile questo Sud, dove l'attività sindacale è vitale, intensa e anche dura, perché siamo terra che ha bisogno di lavoro, di sindacato e di diritti, terra che ha voglia di sviluppo e benessere, terra stanca di vedere i propri figli andare via per coltivare il proprio futuro. La Cisl si ritrova come comunità intergenerazionale per smentire chi pensa che questa debba essere solo terra di pensioni e assistenzialismo e rivendicare che anche nel Mezzogiorno d'Italia vi sono persone che credono nel lavoro, nell’equità e nella giustizia sociale. Non ci fa paura il confronto perché siamo il sindacato che crede nella contrattazione e nel dialogo, la strada più lunga ma anche la più efficace per rappresentare gli interessi di chi lavora. Abbiamo riflettuto e discusso a lungo, con vero spirito unitario, in una trattativa che è durata più di 18 mesi, avendo anche momenti di convergenza con Cgil e Uil, senza rinunciare alle nostre idee, alle nostre convinzioni su cosa debba essere e fare un sindacato moderno che si confronta con le sfide e le incertezze di questo tempo nuovo, nella consapevolezza che essere al passo con i tempi significa per una forza sociale misurarsi con la concretezza dei problemi e proporre soluzioni sostenibili che migliorino la qualità della vita delle persone. Vanno in questa direzione le misure contenute nel pacchetto concordato con il governo e che ora sono al vaglio del parlamento. Tra le novità più significative dell’accordo figurano il blocco dall’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita per 15 categorie di lavori particolarmente gravosi e la revisione stessa del meccanismo di calcolo dell’aspettativa di vita; la semplificazione dei criteri di accesso all’Ape sociale con l’impegno di prorogare la misura anche per il 2019 e l’obiettivo di ampliarla e renderla strutturale; l’equiparazione del pubblico impiego ai dipendenti privati in materia di tassazione delle prestazioni di previdenza complementare. Novità che si sommano alle misure già varate nel 2016 come l’Ape sociale, il cumulo gratuito dei contributi, nonché la quattordicesima e l’aumento della no tax area per i pensionati più poveri. Come si vede non ci siamo accontentati. Nella trattativa con il governo sulla previdenza ci siamo assunti la responsabilità di una scelta difficile che non chiude le porte a nuovi e ulteriori miglioramenti; abbiamo voluto, con intelligenza e ostinazione, passo dopo passo, portare a casa un risultato che per noi rappresenta il punto d’inizio di una nuova fase del confronto; abbiamo abbattuto il tabù dell’intoccabilità della riforma Fornero; abbiamo ripristinato nel sistema previdenziale. Abbiamo fatto ma sappiamo che abbiamo ancora molto da fare. Perché in fondo è questa l’essenza di una forza che vuole essere riformista.

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