Conferenza Organizzativa Cisl: il valore sociale del lavoro è un richiamo forte all’umanità

b_250_200_16777215_00_images_new_Furlan_Conf-Org.jpg

Le conclusioni della leader Furlan all’assemblea nazionale

[Cisl Nazionale, Cisl Puglia]

Concludendo i della Conferenza nazionale organizzativa, la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ha richiamato quanto appena accaduto poco prima con Don Aldo Bonaiuto della Comunità Papa Giovanni XIII, ha raccontato che "stamattina Don Aldo ha fatto dono alla Cisl del Crocifisso fatto con il legno e i chiodi di un barcone affondato. E con quel legno e quei chiodi sono affondate tante persone. Credo che non potesse farci regalo più bello. Lo ha regalato ai tanti militanti, alle tante militanti della nostra Organizzazione che ogni giorno con la loro azione sindacale, ma molto spesso accompagnando l’azione sindacale con la azione di volontariato, fanno in modo che le persone che stanno male lo stiano un po’ meno". "Lo dicevo in questi giorni – prosegue – in un altro momento della nostra assemblea, quando consegnando i premi abbiamo ricordato Flavio Cocanari, ci sono tanti uomini e donne meravigliose nell’organizzazione, bravissimi sindacalisti e sindacaliste, delegati e delegate ma anche segretari nei territori, che accompagnano la loro azione sindacale ad azioni di volontariato. Questo fa parte della nostra organizzazione, della nostra ricchezza, che le nostre persone sanno testimoniare e trasmettere ogni giorno". Per Furlan in sostanza "solidarietà è amore e non ha limiti. Già diverse volte, e anche in occasione di questa Conferenza - sottolinea Furlan - ho avuto la percezione che non ci rendiamo conto del tanto che facciamo.  E’ talmente una scelta quotidiana istintiva, quasi ripetitiva che non coscientizziamo fino in fondo quanto la nostra azione possa essere importante per la vita delle persone. Lo facciamo nei luoghi di lavoro, attraverso la contrattazione, nei nostri territori, nelle sedi dei pensionati, lo facciamo agli sportelli dei servizi e tante volte affiancando la nostra attività sindacale anche con altre attività complementari che sono parte della nostra vita sindacale. E la nostra azione sempre di più deve essere caratterizzata dall’aprirsi al mondo dell'associazionismo, non per fare manifesti politici, ma per fare del bene". E aggiunge ancora Furlan "Vivere le periferie significa viverle davvero, respirarle, condividerle e diventare in quelle periferie un elemento di speranza insieme agli altri. Non possiamo avere la presunzione, brutta cosa la presunzione, di poter fare tutto da soli. Abbiamo bisogno di coinvolgere tutti gli altri soggetti sociali, gli uomini, le donne che vivono i quartieri, le comunità. E lo dobbiamo fare in ogni momento della nostra attività.  E' lì che dobbiamo investire le nostre risorse, economiche e umane, la nostra creatività, umanità, che è poi quello di cui oggi questo Paese ha bisogno. E ‘ anche per questo che ho voluto lanciare questa l'idea di andare nelle periferie a Cgil e Uil. Ci sono tanti modi di vivere l’unità sindacale, si può partire dalle regole, dalla sperimentazione di qualche tessera, e si può partire insieme dal portare un po’ di speranza che significa anche legalità laddove non c’è. Quale banco di prova migliore per creare l’unità dal basso? Vedremo se questa cosa viene colta, se possiamo iniziare a ragionare di come il sindacato confederale, i sindacati confederali, nella loro rappresentanza sappiano dare speranza agli ultimi o se diventano un'altra roba, diventano associazioni professionale, un club di esperti, io credo che su questo si scommetta per il sindacato del futuro". E se ci pensiamo bene c’è un filo logico continuativo che tiene insieme le nostre riflessioni, le nostre proposte ma anche la nostra capacità di essere operosi. Occuparsi delle periferie e viverle significa, anche attraverso la contrattazione, fare in modo che anche l’innovazione, esattamente come ha spiegato bene ieri Sbarra, diventi una opportunità di dare qualità al lavoro, alla vita lavorativa ma che alle comunità in cui viviamo. Se questo non avviene, se la contrattazione accompagnata alla partecipazione non crea tutto questo, si creeranno i nuovi esclusi che andranno ad aumentare la marginalità". "Attraverso la contrattazione – torna a ribadire la leader della Cisl – possiamo tenere insieme i diritti dei lavoratori della grande impresa insieme a quelli della piccola e media impresa che lavora in appalto. Attraverso la contrattazione possiamo creare le condizioni perché non si debbano più ascoltare i necrologi sui lavoratori morti sul lavoro. Anche stamattina li abbiamo ascoltati. La contrattazione diventa strumento formidabile per creare un mondo e una comunità di lavoro dove non ci siano ultimi ma uomini e donne del lavoro. Attraverso la nostra azione sindacale possiamo dare tante risposte a quei giovani esclusi dal mercato del lavoro. L'A.D. di Fincantieri, Bono, ha dichiarato ieri di non riuscire a trovare forza lavoro, non è cosa di poco conto. Come mai tutto questo? Perché manca l’orientamento? Non c’è dubbio. Anche quello delle famiglie. Perché si è creato un meccanismo culturale per cui c’è una scuola di serie B che offre lavoro di serie B sminuendo il valore del lavoro. Anche su questo dobbiamo agire. E chi se non noi, che siamo la prima categoria della scuola e presenti in tutti i territori e luoghi di lavoro"? "Oggi la coniugazione del patto per la fabbrica offre questi strumenti e bisogna farli digerire e coscientizzare al Governo italiano che continua a non capire che il rapporto con le parti sociali rende forte un paese, rendendolo competitivo e non sminuisce il ruolo della politica". "Credo che questi 3 giorni ci abbiano arricchito e fatto fino in fondo prendere coscienza di quante possibilità abbiamo e dobbiamo utilizzare per cambiare il mondo. La settimana prossima avremo un incontro con Salvini che vuole parlare alle parti sociali per capire come impostare la legge finanziaria, le scelte economiche. Ci andiamo ben attrezzati con una piattaforma importante, con poche idee, ma chiare, su cosa significa progettare le imprese per il paese, crescita ed investimenti sul futuro. Questo è il nostro impegno e lo faremo con coraggio, determinazione e un po’ di testardaggine perché siamo coscienti che oggi siamo chiamati a svolgere un ruolo che altri soggetti non sono -oggi-  in grado di fare. Non è la prima volta che succede nella storia del Paese, del movimento sindacale e in particolare nella storia della CISL. Svolgere il nostro ruolo con amicizia e solidarietà esattamente come per tanto tempo abbiamo avuto la fortuna di poter fare".

Stampa

Utilizziamo cookie per favorire l'utilizzo del sito e ottimizzarne l'esperienza di navigazione. Continuando la visita del sito l'utente accetta l'utilizzo dei cookie.