Castellucci (Cisl Puglia), '35 anni fa l'arrivo della nave Vlora, fenomeno migratorio sia governato con equilibrio'
[Cisl Puglia]
L’8 agosto 1991, l’arrivo nel porto di Bari della nave Vlora, con a bordo oltre ventimila albanesi, divenne il simbolo dell’inizio della stagione delle grandi migrazioni verso l’Europa. Un fenomeno che continua a segnare profondamente il nostro tempo e rispetto al quale, tra polemiche e spesso contrapposizioni politiche, non siamo ancora riusciti a costruire una risposta realmente strutturale. Quella nave sovraccarica di persone rappresentò una grave emergenza, alla quale Bari e l’intera Puglia seppero rispondere con straordinaria umanità. Pur tra inevitabili difficoltà organizzative, istituzioni, forze dell’ordine, protezione civile, volontariato, associazioni laiche e religiose e singoli cittadini operarono fianco a fianco. Fu una prova concreta di solidarietà, partecipazione e senso di comunità, valori che ancora oggi appartengono al patrimonio civile di questa terra.
A trentacinque anni da quei giorni resta vivo il ricordo del trasferimento di migliaia di persone nello stadio della Vittoria e del successivo ponte aereo verso l’Albania. Molti tornarono in patria, alcuni rimasero in Puglia, altri si stabilirono in diverse regioni italiane o raggiunsero altri Paesi europei. Da allora, le migrazioni sono diventate una delle grandi questioni globali, con effetti sulle città, sui luoghi di lavoro e sul tessuto sociale. Per la Cisl Puglia il fenomeno non può essere affrontato con allarmismi o semplificazioni, ma deve essere governato con equilibrio e realismo, ponendo al centro la dignità della persona e considerando le cause che alimentano le migrazioni: guerre, povertà, cambiamenti climatici e ricerca di migliori opportunità di vita e lavoro. Allo stesso tempo, occorre contrastare con fermezza il traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali che speculano sulla disperazione.
Servono politiche europee condivise, canali regolari di ingresso e percorsi efficaci di formazione, inclusione e inserimento lavorativo. Il lavoro regolare, dignitoso e sicuro è uno dei principali strumenti di autonomia e coesione sociale. Per questo devono restare prioritarie la lotta al caporalato, al lavoro nero e a ogni forma di sfruttamento. Tutela dei lavoratori migranti significa tutela di tutti i lavoratori. Impedire che condizioni di bisogno e vulnerabilità vengano utilizzate per comprimere salari, diritti e sicurezza significa contrastare il dumping contrattuale e difendere la qualità del lavoro. Contrattazione, rappresentanza sindacale e dialogo sociale possono svolgere un ruolo decisivo nel garantire pari diritti e tutele nel favorire una reale integrazione. Il sindacato, la Cisl, con la propria presenza nei territori e nei luoghi di lavoro, è impegnata a costruire percorsi di cittadinanza sociale fondati su partecipazione, legalità e rispetto reciproco.
Accoglienza e sicurezza non sono obiettivi contrapposti. Devono procedere insieme attraverso politiche capaci di coniugare diritti e doveri, solidarietà e legalità, sviluppo e giustizia sociale. La memoria della Vlora ci ricorda che le sfide più complesse non si affrontano con la paura o con gli slogan, ma con il dialogo, la cooperazione e scelte lungimiranti fondate sulla centralità della persona, del lavoro e della convivenza civile.
