Tavola Rotonda Cisl Puglia: sviluppo regionale e futuro del lavoro
[Cisl Puglia]
"Viviamo un contesto complesso e delicato, in cui si delinea un percorso politico e sociale a rischio di forte divisività, alimentato anche da dinamiche elettorali che rischiano di trasformare i grandi temi in meri slogan anziché in programmi concreti. La nostra priorità è un’altra: rimettere al centro la persona e il suo futuro. Qualsiasi processo di trasformazione — dall’impatto dell’intelligenza artificiale e del digitale ai programmi di transizione industriale ed ecologica — deve essere guidato da una visione umanocentrica ed essere rigorosamente subordinato al benessere dei cittadini e dei lavoratori come ben evidenziato dal Libro Verde presentato ieri dalla CISL”. Lo ha dichiarato questa mattina Giorgio Graziani, segretario confederale Cisl nazionale, intervenendo nel dibattito sullo sviluppo regionale promosso dalla Cisl Puglia e svoltosi alla Fiera del Levante a Bari.
“Un piano industriale moderno ed efficace – ha rimarcato ancora Graziani - non deve limitarsi a fornire risposte sul versante economico, ma deve garantire occupazione di qualità e risposte concrete ai bisogni emergenti delle comunità e dei territori: dall’industria alla sanità e ai servizi sociali, dal turismo alle tutele per la non autosufficienza. Intendiamo tracciare un percorso operativo e stimolare un confronto vero con tutti gli interlocutori. Trovare una sintesi comune richiede a ciascuno la responsabilità di rinunciare a qualcosa di proprio per convergere su un grande programma sociale ed economico capace di rilanciare davvero il Paese”.
Sul tavolo regionale, diverse le questioni sollevate poi dal segretario generale della Cisl Puglia Antonio Castellucci. “Non servono interventi occasionali, ma una strategia strutturale che colleghi politiche del lavoro, istruzione e sviluppo. È fondamentale investire in infrastrutture sociali per la conciliazione vita-lavoro, rafforzare il legame tra università e imprese per trattenere i talenti sul territorio e puntare su una crescita che sia diffusa e coerente”.
Dalla Cisl Puglia la richiesta è chiara: occorre un "patto sociale" che coinvolga istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese e mondo della formazione. Un tema questo che è stato ripreso e condiviso più volte nel corso del dibattito, accogliendo la disponibilità da parte degli interlocutori.
All’iniziativa sono intervenuti Gaetano Frulli, Presidente della Nuova Fiera del Levante, Raffaele Lagravinese, docente dell'Università degli Studi di Bari, Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Nicola Delle Donne, presidente di Confindustria Puglia, Antonia Spina, consigliera della Regione Puglia, Giorgio Mercuri, presidente di Confcooperative Puglia, Eugenio Di Sciascio, assessore della Regione Puglia e Dario Damiani, senatore della Repubblica Italiana.
Castellucci ha aperto i lavori sottolineando proprio come la Puglia si trovi ad un bivio cruciale. “Nonostante le eccellenze in settori come l'aerospazio e il turismo, la regione affronta una fase di profonda fragilità economica e sociale. I dati della Banca d'Italia sul 2025 confermano un rallentamento della crescita, con una previsione per il 2026 di un incremento del PIL regionale di appena lo 0,8%. Questo dato riflette uno sviluppo debole e non omogeneo, incapace di trasformarsi in occupazione stabile e di qualità. Il mercato del lavoro pugliese presenta criticità strutturali, in particolare per giovani e donne. Il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni si ferma al 51%, ben lontano dalla media nazionale del 62,5%. Ancora più allarmante è la condizione femminile, con un tasso di occupazione delle donne al 37,9% contro il 53,8% nazionale. Il gender gap occupazionale è del 26,3% e il divario salariale raggiunge il 27,2%. Inoltre, la crisi demografica si fa sentire, nel corso dell’ultimo anno abbiamo perso 12.118 residenti. A questo, si aggiunge la fuga di giovani laureati, che, non trovando opportunità adeguate, emigrano al Nord o all'estero, privando la regione di competenze fondamentali”.
Ma è soprattutto sul fronte industriale che la Cisl Puglia ha mostrato preoccupazione. “La regione vive una profonda crisi che coinvolge settori strategici come il siderurgico e l'automotive, con circa 40 vertenze aperte che interessano migliaia di lavoratori. La gestione di queste crisi – ha rimarcato il segretario generale Castellucci - non può più essere affidata a logiche emergenziali, ma richiede una politica industriale strutturale e una regia preventiva da parte della Regione. Per noi – ha concluso Castellucci - questa è la direzione da assumere con responsabilità e concretezza, facendo della partecipazione e della concertazione il metodo stabile con cui accompagnare le scelte sul futuro della regione”.
