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Sicurezza sul lavoro, Puglia seconda in Italia per malattie professionali - Castellucci (Cisl Puglia), ‘dati preoccupanti, serve un patto per la prevenzione’

"La relazione annuale Inail 2025 ci consegna una fotografia nitida e per certi versi allarmante della situazione pugliese. Sebbene a livello nazionale si registri un lieve calo degli eventi mortali, la Puglia continua a pagare un tributo troppo alto, posizionandosi ai vertici nazionali per malattie professionali e incidenza di tumori legati al lavoro". Così il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, commenta i dati ufficiali sull'andamento di infortuni e patologie nel 2025. Dall'analisi del report emerge un quadro complesso a fronte di un aumento, rispetto al 2024, degli infortuni totali in Italia (600.640 casi, +1,18% sono circa 7mila in più). La Puglia si attesta come la seconda regione per denunce di malattie professionali con ben 11.188 casi (9.094 nell’anno precedente), superata solo dalla Toscana con 16.438. Il Mezzogiorno è l’area con il maggior numero di malattie professionali denunciate (37.430 nel 2025), seguito dal Centro (34.620) e dal Nord (26.262).

"E’ un dato che ci interroga profondamente – sottolinea Castellucci – parliamo di oltre 11mila lavoratori che portano i segni nel fisico della propria attività lavorativa, con una prevalenza schiacciante di patologie muscolo-scheletriche. A questo si aggiunge il dato drammatico sui tumori professionali. Nel quinquennio 2021-2025, in Puglia si concentra l'8% dei casi nazionali, posizionandosi al quinto posto dopo regioni a più alta densità industriale. È un'emergenza silenziosa che richiede interventi mirati nella sorveglianza sanitaria e nella prevenzione. Per quanto riguarda le morti sul lavoro, la Puglia registra il 7,1% dei casi totali e si colloca all'ottavo posto. Un dato che resta inaccettabile”. "Essere l'ottava regione per decessi in occasione di lavoro – prosegue il segretario della Cisl pugliese – conferma che la strada per la sicurezza in ogni contesto lavorativo è ancora lunga e in salita".

Un primo segnale positivo nel 2025 arriva però dal fronte della sicurezza stradale, sugli infortuni in itinere. La Puglia ha registrato il calo più consistente in Italia per quanto riguarda gli infortuni mortali in itinere, passati da 28 a 10 (-18 decessi). "Questo è un risultato importante – osserva ancora Castellucci – che dimostra come una maggiore consapevolezza, controlli più serrati e una forte sensibilizzazione possano salvare vite umane". "La relazione annuale Inail non è solo un elenco di dati statistici, ma la consideriamo un bilancio su ricerca e investimenti. Come Cisl Puglia – precisa Castellucci, proponendo un vero e proprio patto per la prevenzione sul lavoro  – chiediamo che le risorse e le strategie per il futuro siano orientate a una prevenzione che possa prevenire il rischio. Non possiamo limitarci a contare gli incidenti sul lavoro. Serve una cultura della sicurezza che possa partire strutturalmente dalle scuole, dalla formazione continua e arrivi all'innovazione tecnologica. In questa direzione, la contrattazione e il Libro verde della Cisl possono rappresentare strumenti concreti per rafforzare una cultura della salute e sicurezza fondata su prevenzione e partecipazione. Prevenire significa infatti confronto, coinvolgimento di lavoratori, imprese e istituzioni nell’individuazione dei rischi e nella costruzione condivisa delle soluzioni”.

“Sul piano operativo – conclude Castellucci - servono interventi urgenti come destinare l’avanzo di gestione dell’Inail alla formazione sui rischi specifici, soprattutto nelle piccole e micro imprese, rafforzare il ruolo e gli strumenti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, potenziare gli organici degli enti ispettivi per rendere più efficaci e capillari i controlli. La salute dei lavoratori non può essere una variabile dipendente del profitto, noi continueremo a chiedere alle istituzioni e alle imprese un impegno straordinario e partecipativo per stroncare per sempre questa scia di sangue e di sofferenza”.

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